Il Blog di Diego Mosna

  • Diego Mosna

    21 ottobre 2013

    Il Blog di Diego Mosna

    2 Commenti

    Noto che, quando si tocca il tasto della situazione finanziaria della Provincia, la reazione da parte del centrosinistra e' a dir poco sprezzante. Questa volta mi sono preso dell'incompetente irresponsabile, capace solo di argomentare discorsi da bar. Non ne faccio una malattia: in questa campagna elettorale ormai sono abituato a incassare offese, anche pesanti. Pazienza.

    Ho fatto alcune osservazioni sulla situazione finanziaria della PAT. Ho ottenuto accuse scomposte. Vorrei anche una semplice risposta ad una semplice domanda: e' vero o no che le risorse a disposizione sono e saranno in forte diminuzione?

    La corsa trafelata  di Pacher e Rossi a Roma, la scorsa settimana (una delle tante, ormai) per la nota questione della riserva all'erario, la risposta secca del ministro Saccomanni (cari trentini, avete ragione a pretendere i 700 milioni che vi dobbiamo ma non li abbiamo) sono forse mie invenzioni elettoralistiche? Le affermazioni allarmatissime del presidente Pacher, persona pacata e seria, che rivolgendosi al Governo ha parlato addirittura di falso in bilancio, di una Italia per questo ridotta a livelli della Grecia, sono vere o mi sono inventato anche questo? Tra l'altro, mi permetto di ricordare che la missione romana di Pacher e Rossi era stata anticipata dal candidato Presidente della coalizione di centrosinistra autonomista con toni trionfalistici dato che chi sta governando il Trentino gode (godeva?) di solide amicizie nei palazzi romani.

    Un modo di ragionare, lo ribadisco, bizantino. 

    Io mi sono permesso di sollevare la questione della futura, generale sostenibilità della finanza pubblica trentina. Che è argomento certo spinoso, ma impossibile da evitare, se si vuole fare una programmazione seria. Dicano quel che vogliono e mi si offenda pure per questo: la gente è sufficientemente matura per capire.

    La situazione che stiamo vivendo rappresenta, come ripeto da settimane, l’occasione di una svolta storica per la nostra terra. Io e la mia coalizione siamo in campo principalmente per questa ragione. Perché, a fronte dei cambiamenti profondi indotti dalla situazione generale del Paese che pesa drammaticamente sulle nostre risorse, dobbiamo cambiare la struttura di pensiero della Provincia Autonoma di Trento.

    Ugo Rossi, replicando sabato alle mie affermazioni, mi ha invitato ad usare su questo tema il buonsenso. E’ quello che voglio utilizzare, il buonsenso della buona madre e del buon padre di famiglia. Proprio dall'esempio di una famiglia voglio partire per spiegare i motivi per cui la situazione del bilancio della PAT mi preoccupa e dovrebbe preoccuparci tutti. La Provincia, quindi la nostra Autonomia, si trova, in seguito alle manovre dei governi romani, alla cosiddetta riserva all'erario e al patto di stabilità, nella situazione di una famiglia che ha fatto un mutuo per la casa. Tutto bene finché lo stipendio o gli stipendi arrivano regolari: si paga ogni mese la rata e sul conto corrente rimangono i soldi per tutte le altre spese e, magari, qualche soldino da mettere da parte. Solo che le cose cambiano quando lo stipendio viene decurtato drasticamente (ed e' questo il caso del bilancio Provinciale) o uno dei due coniugi perde il posto di lavoro. In questa situazione, come e' evidente, il debito diventa pesantissimo e rischia di diventare insostenibile.

    La contrazione dell' economia trentina causata dalla crisi ancora gravissima, avrà, purtroppo, ripercussioni negative sul bilancio della Provincia. Se calano i beni e servizi prodotti da una economia, calano anche le entrate fiscali, ma il debito resta sulle generazioni future, va rimborsato e ci vanno pagati sopra gli interessi esattamente come prima. E non tiriamo in ballo per favore il debito/PIL della virtuosa Germania: noi non abbiamo in Trentino la struttura fiscale di uno stato sovrano, e per di più quello che abbiamo in questo momento in termini di entrate ed autonomia è a rischio. Per non parlare del rapporto debito/PIL della disastrata Italia, a rischio default: peggior esempio non si potrebbe portare.

    Ai già tanti MENO, insomma, si aggiungerà un altro MENO, quello della contrazione economica. E in una situazione del genere il “peso specifico” di tutti i parametri cambia, e le percentuali non sono piu’ raffrontabili con gli indicatori figli di un’epoca di “vacche grasse”. Questo e' il nocciolo della questione.

    Bisogna uscirne dunque, e la proposta di Rossi e Dellai qual è?  Anzi, qual è la proposta del centrosinistra visto che, come dimostra la posizione del capogruppo Pd, Luca Zeni che ho evidenziato nella conferenza stampa, su tutto è profondamente diviso? E aggiungo: come potrebbe affrontare gli inevitabili cambiamenti una coalizione che si è trascinata nelle divisioni per cinque anni, si è divisa per le primarie e nelle primarie e litiga ancor prima delle elezioni su vicepresidenze (il Pd), assessorati e poltrone (il Patt)? 

    La questione politica di fondo e' come riusciremo a sostenere la nostra Autonomia con meno risorse. Pensiamo di farlo continuando più o meno sulla stessa strada o avviando, come vogliamo noi, una ristrutturazione generale della macchina pubblica per renderla un motore dello sviluppo e dandole il ruolo di coordinamento delle iniziative, non solo economiche ma anche sociali, che ci vengono richieste dai cittadini?

    Il Trentino si trova davanti ad una svolta della sua lunga e nobile storia. Per questo non possiamo far finta di niente o, tutt’al più, andare avanti, come fatto finora, compiendo tagli e taglietti un po' qui e un po' li senza un disegno politico e sociale. In questo modo si destruttura la società e la comunità perché si indeboliscono i muri portanti. Faccio un altro esempio pratico per rendere più chiara l’idea: e' come se uno di noi avesse una Ferrari e, volendo ridurne i costi, iniziasse tagliando gli accessori e finisse installando un impianto a gas. Che Ferrari rimarrebbe? Il buonsenso, quello in gran parte dimenticato, consiglierebbe invece di cambiare automobile. Di sostituire la dispendiosa e poco produttiva fuoriserie con un' auto più sobria, efficace ma meno costosa da mantenere, più sicura e stabile sulle nostre strade di montagna.

    Ripensare un modello di crescita e sviluppo rinnovati e più in sintonia con i  tempi e le necessità emergenti. Questo è quello che dice e si chiede oggi, nel suo editoriale, il direttore dell' Adige Giovanetti. Il quale riporta anche una drammatica valutazione del Prof. Michele Andreaus che (cito testualmente dall'Adige) "parla di un prossimo dimezzamento del bilancio provinciale rispetto al 2009".

    E' un incompetente da bar anche lui o i problemi, ahinoi, esistono davvero? 

    Diego Mosna

2 Commenti

Maria Albertini Il: 22 ottobre 2013 alle 11:29:04Rispondi

Maria Albertini

Sostenere la nostra economia con meno risorse.
Questo è il nocciolo e qui ci vogliono prese d'atto molto chiare.
Mi piacerebbe conoscere nel dettaglio la posizione di Progetto Trentino sulle comunità di valle che in due anni e mezzo non hanno dato risposte ma solo contribuito ad aumentare la spesa pubblica.
La fusione dei piccoli Comuni (rendendola obbligatoria) invece consentirebbe un risparmio.
Sportelli aperti per quanto riguarda anagrafe, stato civile, elettorale, i servizi invece accentrati nel Comune capofila. Meno amministratori.
Un' altra voce di spesa che credo non ha più senso mantenere: la legge provinciale che da un sussidio agli elettori iscritti all'AIRE per venire in Italia a votare.

Riccardo Degasperi Il: 21 ottobre 2013 alle 14:26:40Rispondi

Riccardo Degasperi

Condivido la sua preoccupazione per la situazione finanziaria della Provincia; condivido il suo invito alle altre forze politiche ad affrontare questa tematica, ma le chiederei di essere un pò più preciso quando parla di "ristrutturazione generale della macchina pubblica".

Che politiche si intendono perseguire per attuarla? Quanto tempo ci vorra? Come avrebbe intenzione di ripartire i tagli alla spesa pubblica dovuti all'imminente riduzione del bilancio?

Nel suo editoriale, Giovannetti parla anche di "candidati all'opposizione", criticando la generale superficialità con cui temi come questo vengono affrontati in campagna elettorale.
Per quanto scomode possano essere, c'è bisogno di risposte chiare.

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